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Oggetto

PROTESTA FORMALE – LATTE E POLITICHE DEL MASAF: CHIEDIAMO TRASPARENZA e Richiesta di sospensione della campagna RAI sul latte

Testo email completo

Spettabili Istituzioni, RAI e Redazioni,

la presente per esprimere profondo sdegno e ferma protesta nei confronti della nuova campagna istituzionale dedicata alla filiera lattiero-casearia, annunciata dal Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida sui canali del servizio pubblico.

Chiediamo trasparenza: sul messaggio alimentare rivolto anche ai bambini, sulla filiera rappresentata, sugli interessi economici coinvolti, sui costi e sull'impiego di risorse pubbliche, e sulla linea politica che il Ministero sta perseguendo rispetto ad animali, ambiente e alternative vegetali.

Nel video utilizzato per presentare la campagna, il Ministro dice a un bambino che il latte "ti aiuta a crescere", mostra animali sorridenti e invita a ringraziare gli allevatori.

Il problema non lè trasformare la promozione di una filiera economica in educazione alimentare, lasciando intendere a un bambino che quel prodotto abbia un ruolo necessario nella crescita, senza spiegare che gli stessi nutrienti possono essere assunti attraverso altre fonti alimentari e che una dieta correttamente pianificata può prevedere alternative al latte vaccino.

"Può far parte di un'alimentazione sana" e "serve per crescere" non sono la stessa affermazione. Tanto meno lo sono "prodotto italiano", "tradizione", "eccellenza" e "necessità nutrizionale".

LA FILIERA CHE NEL RACCONTO SCOMPARE

La filiera lattiero-casearia industriale non ha nulla di fiabesco. Per produrre latte una mammifera deve partorire. Nella produzione lattiera la riproduzione e la lattazione vengono organizzate a fini produttivi; la separazione precoce dei vitelli dalle madri è una pratica diffusa e i vitelli maschi possono essere destinati alla filiera della carne, mentre le femmine entrano nel ciclo produttivo.

La stessa EFSA ha individuato importanti problemi di benessere nelle vacche da latte, tra cui zoppie, mastiti, disturbi metabolici e limitazioni del movimento, e ha evidenziato nei vitelli problemi legati all'isolamento e alla separazione materna. Di tutto questo, nel racconto istituzionale non resta traccia: è una rappresentazione selettiva della filiera, non un'informazione completa.

MENTRE LO STATO PROMUOVE IL LATTE, UNA PARTE DELLA FILIERA CHIEDE DI PRODURNE MENO

La contraddizione diventa ancora più evidente osservando ciò che sta accadendo nel settore. Nel febbraio 2026 il Consorzio Produttori Latte delle Valli Trentine – Latte Trento ha comunicato ai propri soci una crisi del mercato definita di proporzioni eccezionali, invitandoli a ridurre la produzione. Successivamente la Provincia autonoma di Trento ha parlato di diminuzione dei consumi, riduzione dei prezzi, difficoltà di collocamento del prodotto, aumento delle giacenze e preoccupazione per un'offerta di latte superiore alla capacità di assorbimento del mercato.

Se una parte della stessa filiera chiede di produrre meno latte perché il mercato fatica ad assorbirlo, per quale ragione lo Stato interviene attraverso una campagna istituzionale e il servizio pubblico per incentivarne il consumo, rivolgendosi anche ai bambini? È politica nutrizionale o politica economica a sostegno di un comparto? Entrambe possono essere scelte legittime, ma devono essere dichiarate per ciò che sono.

AMBIENTE E SALUTE NON POSSONO ESSERE CANCELLATI DAL RACCONTO

La produzione zootecnica comporta inoltre costi ambientali che una comunicazione istituzionale seria non dovrebbe ignorare. Le emissioni di ammoniaca provenienti dall'agricoltura e dagli allevamenti contribuiscono alla formazione del particolato secondario; la Pianura Padana continua a rappresentare una delle aree europee maggiormente interessate da problemi di qualità dell'aria e deposizione di azoto. La produzione lattiera comporta inoltre emissioni climalteranti, consumo di suolo e risorse e fenomeni di eutrofizzazione, con impatti ambientali mediamente superiori, secondo i confronti di ciclo di vita, rispetto alle principali alternative vegetali. Un peso che si aggrava mentre l'Italia affronta periodi sempre più frequenti di siccità, temperature estreme e pressione sulle risorse idriche.

Chiediamo che lo Stato non ne sostituisca una con l'altra.

NON È UN EPISODIO ISOLATO

Questa campagna arriva inoltre all'interno di una precisa successione di scelte politiche. Il Ministro Lollobrigida ha pubblicamente rivendicato come un successo le restrizioni sull'utilizzo di denominazioni legate alla carne per prodotti vegetali; ha sostenuto con forza la legge italiana sulla carne coltivata; il Governo e la maggioranza hanno sostenuto interventi legislativi in materia venatoria che modificano la legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica. Ora lo stesso Ministero utilizza una campagna istituzionale per promuovere il comparto lattiero-caseario.

Senza voler attribuire intenzioni personali al Ministro, chiediamo quale modello alimentare, ambientale e di rapporto con gli animali stia concretamente perseguendo il MASAF, e chiediamo alla Presidenza del Consiglio se questa successione di scelte rappresenti la direzione complessiva del Governo.

IL VIDEO CON GIULIO E LA CAMPAGNA ISTITUZIONALE

Dopo le polemiche, il Ministro ha dichiarato di avere ripreso una parte di un momento trascorso con il nipote Giulio per parlargli dell'allevamento e del latte. Non mettiamo in discussione una parentela che non abbiamo elementi per contestare; chiediamo però conto della sovrapposizione tra un contenuto presentato come momento familiare e personale e il lancio di una campagna istituzionale del Ministero: se il video sia stato realizzato autonomamente dal Ministro oppure nell'ambito di un progetto di comunicazione, chi lo abbia ideato, ripreso e montato, se siano state impiegate risorse pubbliche, e quale rapporto esista tra quel contenuto e la successiva campagna trasmessa dal servizio pubblico.

CHIEDIAMO PERTANTO

1. L'immediata sospensione della campagna istituzionale sul latte nella sua attuale formulazione, affinché ne siano verificati contenuti, finalità e completezza informativa.
2. Alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, una verifica sull'opportunità e sulle modalità della diffusione attraverso il servizio pubblico, in particolare quando la comunicazione raggiunge i minori.
3. La pubblicazione dei costi complessivi della campagna, delle fonti di finanziamento, dei soggetti che l'hanno ideata e prodotta e dell'eventuale partecipazione diretta o indiretta di consorzi, organizzazioni di categoria o imprese della filiera lattiero-casearia.
4. Chiarimenti sul rapporto tra il video con il piccolo Giulio e la campagna istituzionale, compresa l'eventuale partecipazione di strutture, personale o risorse pubbliche alla sua realizzazione.
5. Una spiegazione delle ragioni di interesse pubblico che giustificano la promozione istituzionale del consumo di latte in una fase nella quale una parte del settore denuncia sovrapproduzione, riduzione dei consumi e difficoltà di collocamento.
6. Maggiori controlli e sanzioni effettive sul rispetto della normativa relativa al benessere animale negli allevamenti.
7. Che qualsiasi comunicazione pubblica sull'alimentazione distingua chiaramente informazione nutrizionale e promozione commerciale di una filiera, fornendo ai cittadini informazioni corrette anche sulle alternative disponibili.
8. Che Governo e Parlamento fermino l'iter del C. 2984, già S. 1552, e qualsiasi ulteriore arretramento nella tutela della fauna selvatica.
9. Che alle alternative vegetali sia garantito un trattamento istituzionale non discriminatorio e che le politiche pubbliche tengano conto della necessaria transizione verso sistemi alimentari a minore impatto ambientale e animale.

Chiediamo alle associazioni animaliste e ambientaliste e alle testate giornalistiche in indirizzo di approfondire questa vicenda, verificare l'utilizzo delle risorse pubbliche e mostrare anche ciò che la comunicazione istituzionale lascia fuori dall'inquadratura.

I cittadini hanno diritto di sapere che cosa viene promosso, perché, quanto costa, chi vi partecipa, quali interessi economici vengono sostenuti e quali alternative vengono omesse — e di sapere, in ultima analisi, quale futuro stiano finanziando le politiche pubbliche.

La protezione dei più vulnerabili costituisce un dovere pubblico immediato, che richiede interventi chiari, tracciabili e coerenti con il quadro normativo vigente.


Distinti saluti

Attivismo by Progetto Vegan (www.maakaruna.com)
Movimento indipendente, apartitico e non religioso, impegnato nella tutela degli animali, dell’ambiente e dei diritti universali.

Comunicazione di pubblico interesse ai sensi dell’art. 21 della Costituzione.