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Oggetto
DDL CACCIA — SEGUI I SOLDI | Politica, lobby venatoria e industria delle armi: i fatti da approfondire
Testo email completo
Gentili Senatrici e Senatori,
A seguito delle comunicazioni già inoltrate su questo tema — tra cui la "Contestazione formale del DDL 1552" del 30 maggio, la richiesta di sospensione del 15 giugno, il "Follow-up formale" del 24 giugno e la "Richiesta di indagine su conflitto di interessi — Ministro Lollobrigida" dell'8 luglio — riteniamo necessario sottoporre alla Vostra attenzione ulteriori elementi documentati che aggravano il quadro già segnalato, relativi a trasparenza, rappresentanza degli interessi e opportunità istituzionale nella formazione delle politiche venatorie italiane.
Il presente documento espone una serie di elementi fattuali, tutti tratti da fonti pubbliche verificabili — curricula istituzionali, atti parlamentari, inchieste giornalistiche, comunicati di enti pubblici — relativi ai rapporti tra soggetti politici coinvolti nella riforma della disciplina venatoria (DDL 1552), l'associazionismo venatorio e l'industria delle armi e munizioni. Nessuno degli elementi qui riportati costituisce, di per sé, prova di un illecito. Considerata la concentrazione di rapporti professionali, economici, associativi e di rappresentanza di interessi documentati attorno ai soggetti e ai settori coinvolti nella riforma, la trasparenza non può essere considerata un elemento accessorio: è necessario conoscere chi abbia effettivamente partecipato, direttamente o attraverso attività di rappresentanza di interessi, alla formazione delle scelte legislative, in una materia che tocca direttamente la sicurezza pubblica, la tutela della fauna selvatica quale patrimonio indisponibile dello Stato (art. 1, L. 157/1992) e l'impiego di risorse pubbliche.
Le informazioni contenute nel presente documento sono aggiornate alla data di invio sulla base delle fonti pubblicamente accessibili indicate in calce.
I. I soggetti coinvolti
1. Lucio Malan (FdI), Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (FI) e Giorgio Salvitti (Cd'I-UDC-NM) — cofirmatari ufficiali del DDL 1552 al Senato.
2. Pietro Fiocchi — europarlamentare FdI dal 2019 (rieletto 2024). È stato membro del CdA di Fiocchi Munizioni Spa dal 2003 al 2017. Secondo fonti giornalistiche dell'epoca (L'Espresso, Altreconomia), risultava titolare di una quota del 2,39% della Giulio Fiocchi S.p.A. — un dato societario distinto dalla proprietà diretta di Fiocchi Munizioni Spa, e non abbiamo elementi documentali per affermare che quella specifica quota sia la stessa successivamente ceduta a CSG. Fiocchi Munizioni Spa ha confermato, in un comunicato del 16 aprile 2025, l'uscita di Giulio Fiocchi S.p.A. dall'azionariato e la cessione delle relative partecipazioni al Gruppo CSG, che ha dichiarato di essere diventato proprietario al 100% dell'azienda — appena due mesi prima della presentazione del DDL 1552 al Senato, il 20 giugno 2025. Fiocchi ha costruito parte della propria immagine pubblica sul legame storico con l'azienda, incluso un noto manifesto natalizio con cartucce che ha suscitato polemiche istituzionali.
3. Stefano Fiocchi — Presidente di Fiocchi Munizioni Spa al momento della cessione delle quote familiari al Gruppo CSG nell'aprile 2025; l'azienda annunciò contestualmente che avrebbe mantenuto la carica. Nell'attuale organigramma di ANPAM (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni sportive e Civili), oggi presieduta da Andrea Andreani, figura con "incarichi speciali politico istituzionali" per il Gruppo Fiocchi; ANPAM è l'associazione che ha commissionato lo studio dell'Università di Urbino sul valore economico del comparto armiero.
4. Maria Cristina Caretta — deputata FdI, Vicepresidente Commissione Agricoltura Camera. Già Presidente nazionale CONFAVI; assistente parlamentare di Sergio Berlato; consigliere per le politiche venatorie nel Governo Berlusconi II, sotto il Ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno. Nel 2018, mentre presiedeva l'Associazione Cacciatori Veneti, la Regione Veneto riconobbe all'associazione un contributo di 64.093,80 euro (di cui, secondo quanto dichiarato dalla stessa ACV, 43.377,12 euro effettivamente erogati); nello stesso anno l'associazione versò 70.000 euro a Fratelli d'Italia, finanziamento qualificato come lecito negli atti della Camera — l'anno stesso in cui Caretta veniva eletta deputata con il medesimo partito. Alcuni parlamentari hanno pubblicamente accostato i due flussi in sede di dichiarazioni; non risulta una prova contabile diretta che colleghi le due somme (fonti: Next Quotidiano, Il Dolomiti).
5. Sergio Berlato — europarlamentare FdI, attualmente Presidente dell'Associazione per la Cultura Rurale. Ha ricoperto incarichi di vertice nel mondo venatorio, tra cui la presidenza dell'Associazione Cacciatori Veneti (dal luglio 2019, succedendo a Caretta); assessore regionale veneto con delega a fauna, caccia e pesca (1995-1999); consigliere particolare del Ministro Alemanno (2001-2006). Interpellato sulla vicenda dei 64.000/70.000 euro, ha dichiarato che l'operazione fu "fatta tutto secondo la legge e con la massima trasparenza", precisando di non avere ancora incarichi in ACV nel 2018.
6. Francesco Bruzzone — deputato Lega (Camera dei Deputati), Vicepresidente del gruppo Lega alla Camera, membro della XIII Commissione Agricoltura. È stato senatore nella XVIII legislatura (2018-2022), Vicepresidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato. Risulta ancora indicato, in fonti di settore del novembre 2025, come responsabile nazionale del Dipartimento Caccia della Lega.
7. Annamaria Fallucchi — senatrice FdI, San Nicandro Garganico (Gargano). Firmataria dell'emendamento 6.71 al DDL 1552, approvato in Commissione, che sopprime l'esclusione del demanio marittimo dal territorio soggetto a programmazione venatoria — provvedimento contestato pubblicamente da ENPA, LAV, WWF, Legambiente e LIPU. La senatrice ha replicato pubblicamente più volte, sostenendo che l'emendamento "non autorizza la caccia sulle spiagge balneari" e che riguarda la pianificazione faunistico-venatoria di lagune, foci fluviali e zone umide costiere, non gli arenili frequentati da bagnanti.
8. Guido Crosetto — Ministro della Difesa, già Presidente di AIAD, Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. AIAD annovera tra le proprie federate sia Fiocchi Munizioni Spa — azienda produttrice di munizioni anche per caccia e tiro — sia ANPAM, associazione nazionale dei produttori di armi e munizioni sportive e civili che svolge attività di rappresentanza del comparto nei rapporti con istituzioni e organizzazioni politiche. Nell'attuale organigramma ANPAM, Stefano Fiocchi figura con "incarichi speciali politico istituzionali". Secondo la documentazione pubblicata dal quotidiano Domani, Crosetto avrebbe inoltre percepito tra il 2018 e il 2021 circa 1,8 milioni di euro da Leonardo Spa; il Ministro ha contestato qualsiasi ricostruzione in termini di conflitto di interessi e preannunciato iniziative legali. Tali elementi vengono qui richiamati non quale prova di un coinvolgimento del Ministro nella formazione del DDL 1552 — che allo stato delle fonti esaminate non risulta documentato — ma quale elemento del più ampio quadro dei rapporti istituzionali tra rappresentanza politica e industria armiera che rende opportuna una piena trasparenza sui soggetti effettivamente consultati nella formazione delle politiche venatorie.
9. Francesco Lollobrigida — Ministro dell'Agricoltura, promotore politico della riforma — vicenda già oggetto di nostra segnalazione formale.
Il punto non è sostenere che questi rapporti costituiscano un illecito. Il punto è chiedere perché, davanti a una riforma che incide direttamente sull'attività venatoria e quindi anche sugli interessi economici del relativo comparto, i cittadini non debbano conoscere integralmente quali associazioni, imprese e rappresentanti di interessi siano stati ascoltati, incontrati o consultati e quale contributo abbiano avuto nella formazione delle scelte legislative.
II. Demanio marittimo e disciplina venatoria: gli emendamenti presentati
Un capitolo a parte merita la modifica della disciplina relativa al demanio marittimo nell'ambito della programmazione faunistico-venatoria. Nella sua versione originariamente presentata, l'emendamento 6.29 sostituiva l'esclusione generale del demanio marittimo con l'esclusione delle sole porzioni oggetto di concessione balneare; il testo reca le firme di Gianpietro Maffoni e Giorgio Salvitti (FdI), Adriano Paroli e Dario Damiani (FI), Mara Bizzotto, Gianluca Cantalamessa, Antonino Germanà e Tilde Minasi (Lega) — la versione successivamente depositata agli atti (testo 2) non contiene più tale specifica modifica. L'emendamento 6.71 (Fallucchi, FdI), approvato in Commissione, sopprime l'esclusione del demanio marittimo dal territorio soggetto a programmazione venatoria. L'emendamento 6.77 (Germanà, Bizzotto, Cantalamessa, Minasi, Lega), che proponeva la medesima soppressione, risulta ritirato dagli atti ufficiali del Senato.
III. Il quadro dimensionale e i profili di sicurezza pubblica
Nel 2024 risultavano 588.043 licenze di porto di fucile per uso caccia (Ministero dell'Interno); i tesserini venatori effettivamente rilasciati ai residenti nella stagione 2025/26 risultano invece 429.484, secondo un'indagine pubblicata da Il Fatto Quotidiano il 6 settembre 2026 sulla base delle risposte di Regioni e Province autonome. Anche considerando solo quest'ultimo dato, più restrittivo, l'ordine di grandezza resta superiore alla consistenza di ciascuna singola forza di polizia italiana: Polizia di Stato (97.931 unità, dato ufficiale al 31 dicembre 2024), Arma dei Carabinieri (108.963 unità, marzo 2025), Guardia di Finanza (57.980 unità, audizione del Comandante Generale, 8 aprile 2025). Non è un dettaglio statistico: è un problema di sicurezza pubblica.
La popolazione venatoria italiana presenta un marcato invecchiamento: un atto di sindacato ispettivo del Senato (n. 4-04554, febbraio 2011) collocava già, all'epoca, la fascia prevalente tra i 65 e i 78 anni, dato ripreso anche dalla letteratura accademica (studio 2021 sulla popolazione venatoria italiana). Dati più recenti indicano oggi un'età media dei praticanti compresa tra i 60 e i 65 anni — a conferma della persistente elevata anzianità della categoria e dello scarso ricambio generazionale — mentre il regime di rinnovo della licenza resta quinquennale, con nuova certificazione di idoneità psicofisica richiesta al rinnovo.
Il 2 settembre 2026, nella sola provincia di Modena, oltre 50 controlli della Polizia Locale hanno prodotto 9 sanzioni nella prima giornata di caccia. Se una sola provincia, in un solo giorno, produce nove violazioni, si impone una valutazione sull'adeguatezza dei controlli su scala nazionale prima di ogni ulteriore ampliamento.
IV. Rilievo istituzionale
L'art. 97 Cost. impone imparzialità e buon andamento della PA. L'art. 54, comma 2, impone a chi è titolare di funzioni pubbliche di esercitarle con disciplina e onore. La Legge 215/2004 disciplina la risoluzione dei conflitti di interesse dei titolari di cariche di Governo. Il Regolamento della Camera istituisce dal 2016 una disciplina sulla rappresentanza di interessi presso la Camera stessa.
V. Richieste formali
1. l'elenco completo dei soggetti, associazioni, imprese e rappresentanti di interessi consultati o incontrati nella fase di elaborazione e nell'iter del DDL 1552/C.2984, con indicazione — ove esistenti — delle date, delle sedi, dei documenti depositati e dei verbali; nonché, per l'attività svolta presso la Camera, la relativa documentazione prevista dalla disciplina sulla rappresentanza di interessi;
2. l'ammontare e la destinazione dei finanziamenti pubblici erogati ad associazioni venatorie negli ultimi cinque anni, e l'eventuale flusso verso soggetti politici;
3. per quanto riguarda i titolari di cariche di Governo citati, ogni informazione rilevante ai fini dell'applicazione della L. 215/2004 e della trasparenza sui rapporti professionali e associativi pregressi con i settori interessati; per gli altri soggetti citati, una piena informativa sui rapporti professionali e associativi rilevanti ai fini della trasparenza istituzionale;
4. la piena reintroduzione del carattere vincolante del parere ISPRA, come richiesto dall'Associazione Teriologica Italiana il 29 giugno 2026;
5. il rafforzamento del sistema di tracciabilità e controllo sull'attività venatoria.
Ricordiamo che, ai sensi dell'art. 67 della Costituzione, ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione. Prima di ridurre la tutela di un patrimonio indisponibile dello Stato, spetta al legislatore dimostrare, sulla base di evidenze scientifiche verificabili, che le misure proposte siano necessarie, efficaci, proporzionate e conformi all'interesse generale. In assenza di tale dimostrazione, l'ampliamento della pressione venatoria non costituisce una necessità scientificamente acquisita, ma una precisa scelta politica, della quale ciascun rappresentante risponde politicamente davanti ai cittadini.
Per un approfondimento completo su normativa, dati scientifici e casi documentati: DOSSIER CACCIA ITALIA 2025–2026 — https://maakaruna.com/attivismo/dossier-caccia-italia-2025-2026
Gli elementi esposti non costituiscono un’accusa di illecito nei confronti di alcuno dei soggetti citati. Ogni fatto riportato è di pubblico dominio e verificabile tramite le fonti indicate. Il documento costituisce la base fattuale di una richiesta legittima di trasparenza istituzionale in una materia che coinvolge la sicurezza di milioni di cittadini e l’impiego di risorse pubbliche.
Alla luce degli elementi esposti, chiediamo al Governo e ai membri del Parlamento di prenderne formalmente atto e di valutarli nell’esercizio delle rispettive responsabilità istituzionali e politiche.
I cittadini hanno diritto di conoscere quali interessi siano stati rappresentati, quali soggetti siano stati consultati e sulla base di quali evidenze si intenda modificare una disciplina che incide sulla tutela della fauna, sulla sicurezza pubblica e sull’interesse generale. Su questioni di tale rilevanza, la trasparenza non può esaurirsi nella mera regolarità formale dell’iter legislativo.
In assenza di chiarimenti completi e documentati sui profili qui sollevati e di solide evidenze scientifiche a sostegno delle modifiche proposte, riteniamo che non sussistano le condizioni politiche e istituzionali per procedere all’approvazione del DDL 1552/C.2984.
Chiediamo pertanto al Governo di assumere ogni iniziativa di propria competenza affinché il provvedimento non prosegua nel suo attuale impianto e alle Deputate e ai Deputati chiamati a pronunciarsi sul testo di esercitare pienamente la responsabilità derivante dal mandato parlamentare e dalla rappresentanza della Nazione: votando NO.
Ai soggetti citati è riconosciuta piena facoltà di fornire chiarimenti, precisazioni o repliche in merito a quanto esposto, che saranno prese in debita considerazione.
Distinti saluti,
Karuna
Attivismo by Progetto Vegan
Movimento indipendente, apartitico e non religioso, per la tutela degli animali, dell’ambiente e dei diritti universali.
FONTI CITATE (in ordine di comparsa nel testo):
1. Senato della Repubblica — scheda ufficiale DDL S.1552 (senato.it), cofirmatari, data di presentazione (20 giugno 2025), iter legislativo.
2. L'Espresso / Altreconomia — quota societaria di Pietro Fiocchi in Giulio Fiocchi S.p.A.
3. Fiocchi Munizioni Spa — comunicato ufficiale aziendale, "Passaggio di testimone per un futuro di crescita e innovazione" (fiocchi.com, 16 aprile 2025).
4. LeccoToday — "Fiocchi Munizioni: dopo 149 anni la storica famiglia esce completamente dall'azionariato" (16 aprile 2025).
5. ANPAM — sito ufficiale, organigramma attuale, incarichi Stefano Fiocchi (anpam.it).
6. Camera dei Deputati — atti relativi al progetto di legge C.2984, composizione Commissione Agricoltura.
7. Next Quotidiano — "Lo strano caso dei 70mila euro dati dall'Associazione Cacciatori Veneti a Fratelli d'Italia" e articolo correlato su Berlato (nextquotidiano.it).
8. Il Dolomiti — "L'Associazione Cacciatori Veneti incassa dalla Regione 64 mila euro e ne versa a Fratelli d'Italia 70 mila" (ildolomiti.it).
9. Bellunopress — articolo su Berlato e finanziamento ACV a FdI (bellunopress.it).
10. Associazione per la Cultura Rurale — sito ufficiale, presidenza Berlato.
11. Camera dei Deputati — Portale storico, profilo di Maria Cristina Caretta, che riporta l'incarico di Presidente nazionale CONFAVI.
12. Camera dei Deputati — atti parlamentari, Federcaccia (novembre 2025) — ruolo di Bruzzone come responsabile Dipartimento Caccia della Lega; Senato della Repubblica — scheda attività Bruzzone, XVIII legislatura.
13. Senato della Repubblica — testo e firmatari dell'emendamento 6.71 al DDL 1552, 6.29 testo 2, 6.77 (ritirato).
14. WWF Foggia / Il Fatto del Gargano — dichiarazioni pubbliche sulla senatrice Fallucchi e sull'emendamento 6.71.
15. Ministero della Difesa — profilo del Ministro Guido Crosetto e precedenti incarichi; AIAD — elenco delle aziende e associazioni federate e schede relative a Fiocchi Munizioni Spa e ANPAM; ANPAM — attività di rappresentanza istituzionale e organigramma; Quotidiano Domani — inchiesta sui compensi percepiti da Guido Crosetto da Leonardo Spa (2018-2021).
16. ENPA, LAV, WWF, Legambiente, LIPU — nota congiunta di contestazione dell'emendamento 6.71 (ripresa da Fanpage/Kodami, LAV.it).
17. Ministero dell'Interno — dato 2024 sulle licenze di porto di fucile per uso caccia (588.043).
18. Il Fatto Quotidiano — indagine regionale sui tesserini venatori 2025/26 (429.484), pubblicata il 6 settembre 2026.
19. Polizia di Stato — dato ufficiale sulla forza effettiva al 31 dicembre 2024 (poliziadistato.it); Arma dei Carabinieri — dato ufficiale, marzo 2025; Guardia di Finanza — audizione del Comandante Generale, 8 aprile 2025.
20. Senato della Repubblica — Atto di sindacato ispettivo n. 4-04554 (febbraio 2011), età dei cacciatori; studio accademico 2021 sulla popolazione venatoria italiana; Polizia di Stato — validità quinquennale della licenza e certificazione psicofisica al rinnovo (pagina aggiornata 25 marzo 2026).
21. Provincia di Modena — comunicati stampa sui controlli venatori del 2 settembre 2026.
22. Associazione Teriologica Italiana — documento di osservazioni tecnico-scientifiche al DDL 1552 (29 giugno 2026).
23. Costituzione della Repubblica Italiana — artt. 9, 54, 67, 97.
24. Legge 20 luglio 2004, n. 215 — norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi.
25. Regolamento della Camera dei Deputati — disciplina sulla rappresentanza di interessi presso la Camera (istituita 2016).