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Mail Pressing

Destinatari

marco.ferretti@regione.toscana.it\neugenio.giani@regione.toscana.it\nurp@regione.toscana.it

CCN

karuna-emailpressing@maakaruna.com\nandrearomei228@gmail.com

Oggetto

Richiesta urgente di ritiro o modifica della D.G.R. n. 630 del 25 maggio 2026 e sospensione del prelievo di femmine e piccoli di capriolo dal 15 agosto al 30 settembre 2026

Testo email completo

Alla cortese attenzione di:

Dott. Marco Ferretti – Dirigente responsabile del Settore Attività Faunistico Venatoria, Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale, Regione Toscana

Presidente della Giunta regionale della Toscana Eugenio Giani

e, per conoscenza, agli uffici regionali competenti

Gentile Presidente, gentili componenti della Giunta regionale,

con la presente chiedo alla Regione Toscana di riesaminare con urgenza la D.G.R. n. 630 del 25 maggio 2026, relativa ai piani di prelievo del capriolo per la stagione venatoria 2026/2027, e in particolare di sospendere il prelievo delle femmine e dei piccoli nel periodo 15 agosto–30 settembre 2026.

La richiesta nasce innanzitutto dall’andamento della specie in Toscana. Le analisi gestionali disponibili descrivono un declino pluriennale della popolazione: tra il 2017 e il 2024 la consistenza stimata nelle unità di gestione è passata indicativamente da circa 192.000 a circa 145.000 capi, con una riduzione prossima al 25%; la densità media è scesa da circa 14,7 capi/100 ha nel 2017 a 8,7 nel 2023. Anche la documentazione faunistico-venatoria regionale riconosce un trend di diminuzione del capriolo e la necessità di una gestione attenta nelle aree vocate [1-2].

A questo quadro strutturale si aggiungono le condizioni ambientali dell’estate 2026. Le rilevazioni del Consorzio LaMMA hanno documentato caldo anomalo e una situazione di forte deficit idrico in ampie parti della Toscana, con precipitazioni molto scarse e condizioni di siccità severa o estrema della vegetazione in numerose aree [3]. Non è ancora possibile quantificare l’effetto demografico finale dell’estate 2026 sulla popolazione di capriolo; tuttavia, proprio l’assenza di dati consolidati sugli effetti di uno stress ambientale ancora in corso suggerisce l’applicazione di un criterio prudenziale, soprattutto nei confronti delle classi riproduttive e giovanili.

Particolarmente rilevante è il contrasto con le indicazioni dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Nel procedimento relativo alla stagione 2026/2027, la stessa D.G.R. n. 630/2026 dà conto del parere ISPRA dell’11 maggio 2026 e della richiesta dell’Istituto di non consentire, per il capriolo, il prelievo di femmine e piccoli nell’intervallo 15 agosto–30 settembre. La Regione ha scelto espressamente di discostarsi da tale indicazione, autorizzando il prelievo nello stesso periodo [4].

Questa scelta appare meritevole di immediato riesame. A metà agosto i piccoli dell’anno si trovano ancora nella fase di associazione materna; il prelievo estivo interessa quindi contemporaneamente la classe giovanile e le femmine che hanno portato a termine la riproduzione pochi mesi prima. In un contesto di popolazione già in diminuzione e dopo settimane di caldo e siccità, appare ragionevole privilegiare la tutela delle componenti più direttamente coinvolte nel reclutamento della popolazione.

La questione assume inoltre una dimensione ecosistemica. Il capriolo costituisce una delle principali prede selvatiche del lupo. La letteratura scientifica indica che la disponibilità di prede selvatiche è un elemento da considerare nella gestione della predazione sul bestiame e, più in generale, del conflitto tra presenza del lupo e attività zootecniche [5]. La conservazione di popolazioni adeguate di ungulati selvatici è pertanto rilevante anche per una gestione integrata degli ecosistemi e delle attività pastorali.

Alla luce di questi elementi, chiedo alla Regione Toscana:

di ritirare o modificare con urgenza la D.G.R. n. 630/2026 nella parte che consente il prelievo di femmine e piccoli di capriolo dal 15 agosto al 30 settembre 2026;

di sospendere cautelativamente tale prelievo in attesa di una valutazione aggiornata delle consistenze e degli effetti delle condizioni climatiche dell’estate 2026;

di rendere pubblici i dati aggiornati di monitoraggio della specie, con particolare riferimento a densità, rapporto tra classi di sesso ed età e successo riproduttivo;

di rendere pubblica e puntualmente motivata la valutazione tecnico-scientifica sulla base della quale si è scelto di discostarsi dalla specifica indicazione ISPRA relativa a femmine e piccoli;

di adottare, nella futura programmazione, un approccio precauzionale coerente con il trend demografico della specie e con le condizioni ambientali effettivamente rilevate.

Non si chiede di sostituire la gestione faunistica con valutazioni emotive, ma precisamente il contrario: di fondare le decisioni su dati aggiornati, sul principio di precauzione e sulle indicazioni dell’organo tecnico-scientifico nazionale competente.

Confidando in un urgente riesame della decisione, resto in attesa di un riscontro.

La protezione dei più vulnerabili costituisce un dovere pubblico immediato, che richiede interventi chiari, tracciabili e coerenti con il quadro normativo vigente.


Distinti saluti


Attivismo by Progetto Vegan (www.maakaruna.com)
Movimento indipendente, apartitico e non religioso, impegnato nella tutela degli animali, dell’ambiente e dei diritti universali.

Comunicazione di pubblico interesse ai sensi dell’art. 21 della Costituzione.


Fonti essenziali

[1] Orlandi L., “Lo stato della popolazione di Capriolo in Toscana: analisi della gestione 2016-2023”, Rivista di Agraria.org, 2025, con dati gestionali successivi richiamati nell’analisi.

[2] Regione Toscana / Consiglio regionale, documentazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale e quadro conoscitivo relativo al capriolo.

[3] Consorzio LaMMA, report e aggiornamenti climatici dell’estate 2026 relativi a temperature, precipitazioni, siccità e stress della vegetazione.

[4] Regione Toscana, D.G.R. n. 630 del 25 maggio 2026, piani di prelievo del capriolo 2026/2027 e richiamo al parere ISPRA dell’11 maggio 2026.

[5] Janeiro-Otero A. et al., “Grey wolf (Canis lupus) predation on livestock in relation to prey availability”, Biological Conservation, 2020; letteratura europea sul rapporto tra disponibilità di ungulati selvatici e predazione.