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Destinatari
sindaco@comunedisciacca.telecompost.it,dpv.sciacca@aspag.it,affarigenerali@comunedisciacca.telecompost.it
CC
prefettura.agrigento@interno.it,vincenzo.gagliano@aspag.it,dpv.direttore@aspag.it,procura.agrigento@giustizia.it,pucci99@libero.it
CCN
karuna-emailpressing@maakaruna.com,andrearomei228@gmail.com,register@ansa.it,redazione@lasicilia.it,cronaca.agrigento@gds.it,redazione@corrieredisciacca.it
Oggetto
SCIACCA – Una continua scoperta di orrori. Chi doveva controllare?
Testo email completo
Egregio Sindaco Fabio Termine,
nelle ultime ore sono emersi ulteriori elementi che rendono questa vicenda ancora più grave. Per questo Le scriviamo nuovamente.
La morte dei quattro cuccioli lasciati agonizzare sotto il sole non rappresenta soltanto un fatto di cronaca. È l’ennesimo episodio che riaccende i riflettori su una città che, troppo spesso negli ultimi anni, è stata protagonista di vicende di maltrattamento, incuria e violenza nei confronti degli animali.
Abbiamo appreso che il Comune di Sciacca intende costituirsi parte civile.
È un diritto dell’Amministrazione.
Ma costituirsi parte civile dopo una tragedia non può cancellare la domanda che viene prima di ogni procedimento giudiziario:
cosa è stato fatto per impedire che questa tragedia accadesse?
Le istituzioni non hanno soltanto il compito di intervenire dopo un reato. Hanno soprattutto il dovere giuridico e morale di prevenirlo.
Per questo Le chiediamo di rispondere pubblicamente ai cittadini.
Quanti controlli vengono realmente effettuati sul territorio?
Esiste un piano sistematico di verifica delle condizioni in cui vengono detenuti gli animali?
Quanti sopralluoghi sono stati eseguiti negli ultimi anni?
Gli animali coinvolti erano identificati con microchip come previsto dalla legge?
Erano già arrivate segnalazioni riguardanti quella proprietà come alcuni commenti sui social hanno indicato?
Se sì, quali controlli sono stati eseguiti e quali provvedimenti sono stati adottati?
Perché nessuno è intervenuto prima che quattro cuccioli morissero lentamente sotto il sole?
Secondo numerose segnalazioni pubblicate da cittadini sui social network, poche settimane prima un altro cane si sarebbe addirittura lanciato da una terrazza per sfuggire al caldo estremo.
Se tali segnalazioni corrispondono ai fatti, chiediamo di sapere se siano stati effettuati accertamenti, quali provvedimenti siano stati adottati e soprattutto come sta il cane?0
Questa tragedia, purtroppo, non rappresenta un episodio isolato.
Sciacca, città di circa 39.000 abitanti, negli ultimi anni è tornata ripetutamente sulle cronache per gravi episodi che hanno coinvolto gli animali: avvelenamenti di cani randagi, casi di maltrattamento, animali trascinati da automobili, nuovi avvelenamenti, sequestri di decine di cani detenuti in condizioni incompatibili con la legge e, secondo le numerose segnalazioni dei cittadini, anche episodi collegati all’emergenza caldo.
Nel febbraio 2018 la città fu sconvolta dalla strage di decine di cani randagi e di numerosi gatti avvelenati. Le indagini della Procura portarono anche al sequestro di documentazione comunale relativa alla gestione del randagismo. Lo scandalo ebbe una risonanza nazionale tale che, in occasione del successivo passaggio del Giro d’Italia, ENPA e altre associazioni animaliste chiesero pubblicamente la cancellazione della tappa di Sciacca come forma di protesta.
Nel 2025 altri venticinque cani furono sequestrati perché detenuti in condizioni incompatibili con la legge. In quell’occasione Lei dichiarò pubblicamente che quello avrebbe rappresentato il primo passo verso una gestione strutturale del problema.
Sono trascorsi meno di nove mesi.
Oggi l’Italia torna ancora una volta a parlare di Sciacca per quattro cuccioli morti lentamente sotto il sole.
È difficile considerare tutti questi episodi semplici coincidenze.
Quando una città continua a comparire sulle cronache nazionali per vicende legate al maltrattamento degli animali, è inevitabile chiedersi se il sistema di prevenzione, vigilanza e controllo sia realmente efficace oppure necessiti di essere profondamente rafforzato.
Dalla cronaca emerge inoltre che il proprietario degli animali sarebbe la stessa persona arrestata nel 2017 e successivamente condannata per un grave episodio di incendio.
Pur trattandosi di vicende distinte, questa circostanza rende ancora più necessario comprendere se nel tempo siano mai stati effettuati controlli sulla detenzione degli animali, se fossero già pervenute segnalazioni agli enti competenti e se siano stati adottati tutti gli interventi previsti dalla legge.
Chiediamo inoltre che, qualora le responsabilità vengano accertate dall’Autorità giudiziaria, venga applicata la massima pena prevista dalla legge. Chi provoca sofferenze e morte ad animali indifesi deve rispondere pienamente delle proprie azioni.
L’articolo 9 della Costituzione italiana tutela gli animali quale valore di rilievo costituzionale.
L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea riconosce gli animali come esseri senzienti e impone alle istituzioni di tener conto del loro benessere.
Il Codice Penale punisce il maltrattamento e l’uccisione degli animali.
Il Comune di Sciacca dispone inoltre di un proprio Regolamento comunale per la tutela degli animali, che vieta la detenzione di animali senza adeguato riparo, acqua e condizioni compatibili con il loro benessere.
Le norme, quindi, esistono. Quello che i cittadini chiedono è che vengano applicate.
Per questo riteniamo insufficiente limitarsi alla costituzione di parte civile.
Occorre dimostrare che tutto ciò che era possibile fare per prevenire questa tragedia sia stato realmente fatto.
Chiediamo pertanto al Comune di Sciacca, all’ASP competente e a tutte le Autorità coinvolte di rendere pubbliche le azioni che intendono adottare nell’immediato.
In particolare chiediamo:pp
* la pubblicazione del numero dei controlli effettuati negli ultimi anni sul benessere degli animali detenuti nel territorio comunale;
* un piano permanente di vigilanza contro maltrattamenti, abbandoni e detenzioni incompatibili con la legge;
* controlli più frequenti nelle campagne, nelle masserie, nelle abitazioni segnalate e nelle aree maggiormente a rischio;
* campagne di sensibilizzazione sulla sterilizzazione di cani e gatti di proprietà, quale strumento fondamentale di prevenzione del randagismo;
* campagne informative sull’obbligo del microchip, sugli obblighi previsti dalla normativa vigente e sulle conseguenze penali del maltrattamento animale;
* iniziative rivolte ai cittadini per spiegare come effettuare correttamente una segnalazione alle autorità competenti e quali strumenti utilizzare per documentare situazioni di pericolo;
* procedure operative che garantiscano la presa in carico immediata delle segnalazioni riguardanti animali in difficoltà, affinché nessuna richiesta di aiuto venga ignorata o sottovalutata;
* un rafforzamento della collaborazione tra Comune, ASP, Polizia Locale, Forze dell’Ordine, Guardie Zoofile e associazioni presenti sul territorio;
* l’utilizzo, ove consentito dalla normativa, di strumenti tecnologici come i droni per monitorare campagne, aree isolate e situazioni difficilmente controllabili con i soli mezzi ordinari.
La tutela degli animali non può limitarsi alle dichiarazioni rilasciate dopo una tragedia.
Si misura nella capacità di prevenirla.
Ogni controllo effettuato prima può evitare una sofferenza dopo.
Ogni segnalazione ascoltata può salvare una vita.
Ogni intervento tempestivo può impedire che un altro animale muoia nell’indifferenza.
Sciacca è una città conosciuta per la sua storia, il suo mare, il turismo, la ceramica e il suo patrimonio culturale.
Non può continuare a essere ricordata, in Italia, per episodi di maltrattamento animale che si ripetono nel tempo.
Costituirsi parte civile è un diritto.
Dimostrare di aver fatto tutto il possibile per impedire che queste tragedie accadessero è un dovere.
Attendiamo risposte chiare, documentate e verificabili.
Chiediamo inoltre che, qualora vengano accertate responsabilità penali, sia applicata la massima pena prevista dalla legge, affinché questa tragedia rappresenti un precedente esemplare e un forte deterrente contro ogni forma di maltrattamento animale.
Quattro cuccioli sono morti in agonia. Per loro non è più possibile fare nulla.
Per quelli che oggi vivono ancora nelle case, nei cortili, sui balconi e nelle campagne di Sciacca, invece, si può ancora intervenire.
È questo un preciso dovere delle istituzioni.
“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere giudicati dal modo in cui essa tratta i suoi animali.”
Mahatma Gandhi
Cordiali saluti,
Attivismo by Progetto Vegan
www.maakaruna.com
Movimento indipendente, apartitico e non religioso per la tutela degli animali, dell’ambiente e dei diritti universali.
Comunicazione di pubblico interesse ai sensi dell’art. 21 della Costituzione.