MP 144E – Camera blocco 2
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Oggetto
Richiesta di indagini sul possibile conflitto di interessi del Ministro Lollobrigida in relazione al DDL 1552 (A.S. 1552)
Testo email
Ai membri del Parlamento Italiano,
Con la presente, in qualità di cittadini italiani, richiamandoci ai principi fondamentali di integrità e trasparenza nell'agire pubblico, ci rivolgiamo a Voi per richiedere ufficialmente l'avvio di un'indagine in merito a un potenziale conflitto di interessi riguardante il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in relazione alle proposte di modifica della Legge 157/92 e alle successive attività legislative inerenti la fauna selvatica.
Nell'ambito dell'attività governativa, è imperativo garantire che ogni decisione sia esente da influenze esterne. Vi è il fondato timore che l'attuale proposta di legge possa essere influenzata da una vicinanza agli interessi privati del comparto venatorio, agricolo e armiero.
Il richiamo alla Costituzione
Ci appelliamo agli Artt. 97 e 98 della nostra Costituzione, i quali stabiliscono rispettivamente il principio del buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione e il servizio esclusivo alla Nazione dei pubblici impiegati. Un conflitto di interessi si configura laddove l'azione amministrativa, che deve essere imparziale, venga deviata per favorire interessi privati o di settore, in contrasto con l'interesse pubblico collettivo. Questa situazione mette a rischio il buon andamento dell'azione amministrativa e la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni.
Dall'inizio dell'attuale legislatura, abbiamo assistito a una serie di provvedimenti che rischiano di scardinare progressivamente le tutele della fauna selvatica nel nostro Paese. La natura non è un giocattolo né una merce di scambio a vantaggio di specifiche lobby: è un bene comune e inalienabile che appartiene a tutte e tutti noi e a se stessa.
Il quadro normativo violato
Lo stravolgimento della Legge 157/1992 e l'Art. 9 della Costituzione
La Legge 157/1992 stabilisce un principio inequivocabile: la fauna selvatica è "patrimonio indisponibile dello Stato" ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale e internazionale. Le recenti derive legislative, che mirano a sdoganare la figura dei "selettori" e dei "selecontrollori" in ogni contesto, sovvertono questo principio. Gli animali vengono declassati da soggetti senzienti e patrimonio collettivo a mere "risorse" o "nocivi" da eradicare. Questo approccio si pone in netto contrasto con il nuovo Articolo 9 della Costituzione, che impone alla Repubblica la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni.
La violazione della Direttiva Europea "Habitat" (92/43/CEE)
La gestione della fauna selvatica sta ignorando le direttive comunitarie. La Direttiva Habitat impone agli Stati membri di mantenere o ripristinare in uno "stato di conservazione favorevole" le specie e gli habitat di interesse comunitario. Le attuali politiche di controllo letale bypassano sistematicamente l'obbligo di applicare prioritariamente metodi ecologici, scientifici e non cruenti. La gestione faunistica deve tornare a un approccio conservativo e di reale prevenzione tecnica, abbandondo la logica del fucile come unico strumento di risoluzione dei conflitti antropici.
Artt. 97, 98 e 54, comma 2 della Costituzione: Il Conflitto di Interessi
I pubblici impiegati e i rappresentanti del Governo sono al servizio esclusivo della Nazione, nel rispetto del principio di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione. L'Art. 54, comma 2 della Costituzione stabilisce inoltre che "i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore", principio che si applica direttamente ai membri del Governo in quanto titolari di cariche pubbliche. Quando l'azione legislativa e amministrativa viene piegata per favorire una minoranza armata, in contrasto con l'interesse pubblico alla conservazione (certificato anche dai dati IUCN sulle specie a rischio e dagli endemismi del nostro territorio), si configura un palese conflitto di interessi.
Anche la comunità scientifica lo conferma: il DDL 1552 è tecnicamente insostenibile
Il 29 giugno 2026 il Consiglio Direttivo dell'Associazione Teriologica Italiana (Università degli Studi di Ferrara) ha certificato, con un documento tecnico-scientifico rigorosamente referenziato, che il DDL 1552 presenta gravi incongruenze rispetto alle attuali conoscenze scientifiche: ridimensiona il ruolo vincolante dell'ISPRA, apre a un prolungamento indefinito della stagione venatoria senza alcun limite temporale certo, e smantella la tutela dei valichi montani, corridoi ecologici essenziali per la fauna migratrice già riconosciuti dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 254/2022). Non è un'opinione di parte: è un parere scientifico indipendente che chiede la sospensione immediata dell'iter di approvazione. Il documento integrale è disponibile anche nel nostro dossier, e merita una lettura attenta prima di qualsiasi voto definitivo.
Qui di seguito tutto lo studio:
https://maakaruna.com/wp-content/uploads/2026/07/Documento_ATIt_relativo_al_DDL_1552_260705_063639_260705_160652.pdf
Si aggiunga infine una riflessione di responsabilità istituzionale. La Commissione europea ha già espresso rilievi sul DDL 1552. Qualora il provvedimento dovesse risultare incompatibile con il diritto dell’Unione europea e l’Italia fosse condannata al termine di una procedura d’infrazione, le eventuali sanzioni economiche non ricadrebbero su chi ha promosso questa riforma, ma sull’intera collettività. Sarebbero, ancora una volta, i cittadini italiani a sostenerne il costo.
Un patrimonio da difendere
L'Italia ha una responsabilità enorme nella tutela ambientale. Come ricordato dalla Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) e dai dati IUCN (International Union for Conservation of Nature): ospitiamo circa 67.500 specie, pari al “43%” di tutte le specie europee e al 4% a livello mondiale. Possediamo un altissimo tasso di endemismi (il 30% delle specie animali e il 15% di quelle vegetali sono uniche al mondo), tra cui specie vulnerabili e minacciate come il tritone sardo, l'abete siciliano, la lampreda padana e il camoscio appenninico. Questi delicati ecosistemi sono già gravemente minacciati da inquinamento, frammentazione degli habitat, allevamenti intensivi, abuso di prodotti tossici e da un'inadeguata gestione del territorio, tra cui l'introduzione di specie a scopi venatori.
Richiesta procedurale
Chiediamo formalmente che: membri del Parlamento presentino un'interrogazione parlamentare, a risposta scritta o immediata, volta a richiedere al Ministro Lollobrigida di chiarire pubblicamente la propria posizione rispetto ai rilievi qui esposti, e che venga valutata l'applicabilità della Legge 215/2004 in materia di conflitto di interessi dei membri del Governo al caso di specie.
Chiediamo inoltre che la questione venga posta all'attenzione della Giunta per le autorizzazioni, qualora ne ricorrano i presupposti.
Invitiamo il Parlamento e tutte le forze di opposizione a prendere in esame questa istanza con la massima urgenza. Chiediamo che vengano adottate tutte le misure necessarie per verificare la sussistenza di questo conflitto di interessi.
Per un approfondimento completo sui dati, le fonti normative e le criticità del provvedimento (versione luglio 2026): https://maakaruna.com/attivismo/dossier-caccia-italia-2025-2026
Se l'azione del Ministro dovesse risultare incompatibile con l'imparzialità richiesta dal suo ruolo, riteniamo un atto di responsabilità istituzionale chiederne le DIMISSIONI.
Ci aspettiamo un Vostro riscontro e un segnale forte.
Restiamo fiduciosi nella capacità del Parlamento di garantire l'integrità delle nostre Istituzioni e di tutelare il popolo italiano e la sua inestimabile biodiversità.
La protezione dei più vulnerabili costituisce un dovere pubblico immediato, che richiede interventi chiari, tracciabili e coerenti con il quadro normativo vigente.
"La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere giudicati dal modo in cui essa tratta i propri animali." (Gandhi)
Distinti saluti
Attivismo by Progetto Vegan (www.maakaruna.com)
Movimento indipendente, apartitico, non religioso, per la tutela degli animali, dell'ambiente e dei diritti universali.
Comunicazione di pubblico interesse ai sensi dell'art. 21 della Costituzione.