MP 141C – No al DDL Caccia
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CCN
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Oggetto
NO al DDL Caccia – Difendiamo la fauna e l’art. 9 della Costituzione
Testo email
Gentili Deputati
Vi scrivo per chiederVi di votare
NO al DDL Caccia
quando sarà esaminato dalla Camera dei Deputati.
Questo testo attacca la nostra biodiversità, indebolisce le tutele degli animali selvatici e contrasta con l’articolo 9 della Costituzione e con le Direttive dell’Unione Europea.
I dati pubblici e indipendenti raccolti da numerosi enti raccontano una realtà ben diversa rispetto alle teorie della bioregolazione e alle affermazioni secondo cui la caccia sarebbe un’attività “sostenibile”, “basata sulla scienza” e svolta con “responsabilità”.
1. Sostenibilità ambientale
Secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), la caccia rappresenta una delle principali pressioni sulla fauna selvatica in Italia, insieme alla perdita di habitat e ai cambiamenti climatici. Gli stessi rapporti ISPRA evidenziano che molte specie cacciabili sono in declino demografico o subiscono forti pressioni antropiche, tanto che l’Unione Europea ha più volte richiamato l’Italia per violazioni della Direttiva Uccelli. Parlare di “gestione sostenibile” della fauna mentre si contribuisce al suo impoverimento è una evidente contraddizione.
1. Equilibrio ecologico
Gli ecosistemi possiedono meccanismi di autoregolazione che non necessitano dell’intervento dei cacciatori. Studi scientifici pubblicati su riviste come Conservation Biology e Biological Conservation dimostrano che l’abbattimento della fauna selvatica altera le catene trofiche, riduce la biodiversità e genera squilibri, favorendo anche l’aumento di specie opportuniste, come cinghiali e volpi, proprio a causa della pressione venatoria e della riduzione dei predatori naturali.
1. Etica e rispetto della fauna selvatica
Definire la caccia un atto di “responsabilità” ignora la dimensione etica. La fauna selvatica è patrimonio comune, tutelato dall’articolo 9 della Costituzione, e non una risorsa privata da sfruttare. Sparare a esseri senzienti per divertimento o tradizione non è “tutela”, ma un atto di violenza. Lo stesso Parlamento Europeo, nella Strategia per la Biodiversità 2030, sottolinea che la priorità deve essere la conservazione, la protezione e il ripristino degli habitat, non l’abbattimento degli animali.
1. Sicurezza
Federcaccia rivendica la sicurezza garantita dalle proprie coperture assicurative, ma i dati raccontano altro. Ogni anno in Italia si registrano decine di incidenti venatori, molti dei quali mortali, che coinvolgono non solo cacciatori, ma anche escursionisti e cittadini estranei all’attività venatoria.
Secondo i dati relativi alla stagione venatoria 2024-2025, si sono verificati 62 incidenti di caccia, con 14 vittime (12 cacciatori e 2 non cacciatori) e 34 feriti. I dati, raccolti dall’Università di Urbino e dalla Cabina di Regia del mondo venatorio, mostrano un andamento sostanzialmente costante rispetto alla stagione precedente, ma con un aumento delle vittime: numeri incompatibili con l’idea di un’attività realmente sicura.
1. “Difesa basata sulla scienza”
Le associazioni venatorie affermano di basarsi su dati scientifici, ma le perizie da esse presentate sono spesso parziali e contestate. L’ISPRA, unico ente pubblico indipendente con autorità tecnico-scientifica in materia, è stato più volte in contrasto con le richieste delle Regioni e delle associazioni venatorie, raccomandando limitazioni più restrittive ai calendari di caccia.
Le Regioni, spesso sotto la pressione delle lobby venatorie, hanno invece ampliato periodi e specie cacciabili, venendo regolarmente sanzionate dai Tribunali Amministrativi.
In sintesi, la caccia non è né sostenibile né etica. La vera responsabilità, oggi, significa investire nella conservazione della biodiversità, nei corridoi ecologici, nella riduzione del consumo di suolo e nella transizione ecologica, non in un’attività anacronistica che continua a sottrarre vite animali e a compromettere l’equilibrio naturale.
Desta inoltre forte preoccupazione la scelta di attribuire carattere prioritario a questo provvedimento in una fase in cui il Paese continua ad affrontare gravi criticità economiche, sociali, sanitarie e ambientali. Molti cittadini faticano a comprendere perché una riforma volta ad ampliare l’attività venatoria venga trattata con tale urgenza, mentre altre emergenze che incidono quotidianamente sulla vita delle persone attendono ancora risposte efficaci.
Vi invito a schierarVi con la maggioranza degli italiani che chiede più protezione per la fauna selvatica e non più fucili.
In allegato trasmetto anche un dossier di approfondimento, corredato da riferimenti normativi e fonti, qualora desiderasse esaminare nel dettaglio le criticità del provvedimento.
https://maakaruna.com/attivismo/dossier-caccia-italia
La protezione dei più vulnerabili costituisce un dovere pubblico immediato, che richiede interventi chiari, tracciabili e coerenti con il quadro normativo vigente.
“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.”
Mahatma Gandhi
Distinti saluti
Attivismo by Progetto Vegan (www.maakaruna.com)
Movimento indipendente, apartitico e non religioso