MP 135 BIS – Toscana

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karuna-emailpressing@maakaruna.com
andrearomei228@gmail.com
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Oggetto

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Oggetto: TOSCANA - Istanza di riesame, accesso agli atti e sospensione cautelativa della Delibera n. 564/2026


Alla Presidenza della Regione Toscana
All’Assessorato competente alla tutela dell’ambiente e della fauna selvatica
Ai Dirigenti del Settore Faunistico-Venatorio della Regione Toscana

e, per conoscenza:
alle redazioni giornalistiche nazionali e locali
alle organizzazioni ambientaliste e animaliste


Il/La sottoscritto/a,

preso atto della Delibera n. 564/2026, relativa alla gestione delle popolazioni di ungulati nel territorio regionale, con particolare riferimento a capriolo, cervo, daino e muflone,


CHIEDE
il riesame della suddetta deliberazione alla luce dei principi costituzionali, della normativa nazionale sulla tutela della fauna selvatica e degli obblighi europei in materia di biodiversità, conservazione degli ecosistemi e principio di precauzione.

Tutela costituzionale dell’ambiente e della biodiversità
Si richiama l’articolo 9 della Costituzione italiana, che attribuisce alla Repubblica il compito di tutelare ambiente, biodiversità ed ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.

Si richiama inoltre l’articolo 41 della Costituzione, secondo cui l’attività economica non può svolgersi arrecando danno alla salute e all’ambiente.

Si chiede pertanto di conoscere in che modo la Regione Toscana abbia verificato la compatibilità delle misure previste dalla Delibera n. 564/2026 con tali principi costituzionali.

Legge n. 157/1992
L’articolo 1 della Legge n. 157/1992 stabilisce che:

“La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale.”

Alla luce di tale disposizione, si richiede di conoscere:
- quali dati scientifici abbiano giustificato le quote di abbattimento previste;
- quali modelli previsionali siano stati utilizzati;
- quali effetti siano stati stimati sulle popolazioni di capriolo, cervo, daino e muflone;
- quali soglie minime di conservazione siano state individuate;
- se siano state considerate le conseguenze ecologiche della riduzione massiccia delle popolazioni selvatiche.

Principio di precauzione
Si chiede di conoscere se sia stata effettuata una valutazione specifica del rischio di:
- alterazione della struttura sociale delle popolazioni;
- ⁠riduzione della variabilità genetica;
- ⁠effetti cumulativi derivanti da più annualità di prelievo;
- ⁠impatti indiretti sugli ecosistemi e sulle catene trofiche.

In presenza di incertezze scientifiche, il principio di precauzione impone l’adozione delle soluzioni meno impattanti e maggiormente conservative.

Siti Natura 2000 e aree protette
Qualora gli interventi interessino direttamente o indirettamente siti appartenenti alla Rete Natura 2000, si richiede di conoscere:
- se sia stata effettuata la Valutazione di Incidenza Ambientale;
- quali siano stati gli esiti delle valutazioni;
- se siano state analizzate le conseguenze sugli obiettivi di conservazione dei siti coinvolti;
- se siano stati acquisiti tutti i pareri previsti dalla normativa.

Alternative non cruente
Si richiede di conoscere dettagliatamente:
- quali investimenti siano stati effettuati in recinzioni e protezioni agricole;
- quali dissuasori acustici, visivi o olfattivi siano stati utilizzati;
- quali programmi sperimentali di controllo della fertilità siano stati valutati;
- quali incentivi siano stati concessi alle aziende agricole per la prevenzione dei danni;
- quali valutazioni comparative costi-benefici siano state svolte tra prevenzione e abbattimento.

Si chiede inoltre per quale motivo tali strumenti non siano stati considerati prioritari rispetto al ricorso sistematico agli abbattimenti.

Richiesta di accesso agli atti
Ai sensi della normativa vigente in materia di accesso documentale, accesso civico e trasparenza amministrativa, si richiede copia dei seguenti atti:
- censimenti faunistici utilizzati;
- studi tecnici e scientifici richiamati nella delibera;
- verbali istruttori;
- eventuali pareri ISPRA;
- valutazioni ambientali;
- relazioni sui danni agricoli;
- monitoraggi effettuati negli ultimi cinque anni;
- documentazione relativa alle alternative non cruente valutate;
- atti relativi a eventuali Valutazioni di Incidenza Ambientale.

Richiesta di sospensione cautelativa
In attesa delle verifiche richieste e della trasmissione della documentazione, si chiede la sospensione cautelativa delle misure maggiormente impattanti previste dalla Delibera n. 564/2026, qualora possano determinare effetti irreversibili sulle popolazioni animali e sugli ecosistemi regionali.

La gestione della fauna selvatica non può essere ridotta a un problema di prelievo venatorio.

Essa deve fondarsi su evidenza scientifica rigorosa, proporzionalità, trasparenza amministrativa, prevenzione dei danni, tutela della biodiversità e rispetto degli obblighi costituzionali, nazionali ed europei.

Si richiede pertanto un riscontro scritto, completo e motivato entro i termini previsti dalla normativa vigente.

Si allega inoltre dossier di approfondimento sul tema della caccia e dei relativi impatti su fauna selvatica, biodiversità, sicurezza pubblica, tutela degli ecosistemi e rispetto delle normative nazionali ed europee.

https://maakaruna.com/attivismo/dossier-caccia-italia-2025-2026


Distinti saluti

Karuna
Attivismo by Progetto Vegan (www.maakaruna.com)
Movimento indipendente, apartitico e non religioso, impegnato nella tutela degli animali, dell’ambiente e dei diritti universali.