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La meditazione mira a coltivare un’attenzione intenzionale volta a riconoscere ciò che sorge nel presente momento: sensazioni fisiche, reazioni, stati d’animo, emozioni, ricordi, pensieri, immagini, fantasie.

Grazie alla pratica la mente viene depurata da attaccamento, avversione e ignoranza considerate le cause del disagio esistenziale.

La comprensione compassionevole e serena che nasce, accompagna gradualmente verso una maggiore  chiarezza mentale e  calore del cuore.

Questo tipo di attenzione intenzionale, o consapevolezza, viene esercitata sia nella meditazione formale – seduti con la schiena eretta e gli occhi chiusi o socchiusi, in camminata lenta  con gli occhi aperti, in piedi da fermi –  sia nella meditazione in azione (Yoga, Qi Gong e ogni altra attività).

L’attitudine che si sviluppa grazie alla pratica viene a volte, confusa con una forma di distacco indifferente, mentre in verità liberando la mente da pregiudizi e condizionamenti, grazie all’esperienza diretta della pratica,  è possibile invece riconoscere il sorgere di quella consapevolezza non giudicante che supera i limiti delle  polarità  buono/cattivo, giusto/ingiusto, colpa/merito e orienta la mente-cuore verso un reale cammino evolutivo. Praticare con regolarità ci insegna ad addestrare la mente a stare su un oggetto, per permettere l’osservazione profonda ”Vipasyana“ (Sanscrito) o “Vipassana” (Pali) “osservare in profondità la realtà delle cose come sono realmente”, la quale può portare la mente a grandi intuizioni (insight) e liberare la mente stessa dalla sofferenza e dalle afflizioni.

La Meditazione, in particolare, influisce sull’amigdala, riducendo sensazioni negative come rabbia e paura, e sul sistema nervoso parasimpatico aumentando le sensazioni positive quali la serenità e la pace. Benefici che permangono anche a meditazione finita: all’esame elettromagnetico le aree della serenità sono risultate costantemente accese. 

Quando si medita, il corpo si rilassa, la mente si calma, il respiro rallenta. Il cervello emette onde elettriche più lente e profonde, simili a quelle prodotte durante il sonno; nel sangue aumentano gli ormoni del benessere e del relax, come serotonina o melatonina, mentre diminuiscono quelli dello stress, cortisolo e adrenalina.

Si può oggi affermare che con una pratica costante, continua e sincera i benefici accertati sono:

  • aumento dell’attività in diverse parti del cervello, quali l’apprendimento e il processo di memoria, regolamento delle emozioni ed una maggiore attenzione alla nostra parola;
  • migliora le funzioni psicologie dell’attenzione, compassione ed empatia;
  • attivazione del sistema nervoso parasimpatico, inducendo calma nel sistema nervoso centrale, diminuendo il cortisolo;
  • rafforza il sistema immunitario;
  • migliora patologie quali il diabete 2, problemi cardiovascolari, asma, sindrome premestruale, dolore cronico, ed altre;
  • migliora le condizioni psicologiche quale l’ansia, l’insonnia, fobie e disordini dell’alimentazione;
  • aumento generale del benessere e della gioia sentendosi meno afflitti e vittime dei problemi e delle difficoltà  tramite la stabilizzazione e flessibilità della mente, una consapevolezza interiore, l’abilità di retrocedere dalle emozioni e semplicemente diventare osservatore di tutto ciò che accade, senza emettere alcun giudizio, accettando le cose come sono (non vuol dire che non possiamo modificare le situazione, ma possiamo farlo con profonda riflessione, agendo con il cuore, la parte migliore di noi).

Tramite una pratica costante di meditazione “consapevole” si rafforza pertanto l’abilità alla concentrazione riducendo drasticamente i livelli di stress, sperimentando un senso di completezza e vitalità, anche durante i momenti più mondani della vita, quando ci si accorge che facilmente i nostri pensieri possono dirigersi in una direzione non più desiderata, quali i pensieri negativi, le reazioni ed i giudizi. Diventando inoltre consapevoli che la somma totale dei propri pensieri e delle proprie emozioni non sono la somma totale di quello che realmente si è, potendosi così disancorare dall’essere vittima dei propri pensieri incontrollati, sperimentando una sensazione di libertà e di realizzazione. Migliora così l’abilità di elaborare ogni situazione non desiderata nella regolare vita quotidiana.

«Per destarci dallo stato di dormiveglia in cui passiamo la vita, non serve tentare di cambiare. La vera pratica spirituale non è volta a correggere, perché i ‘difetti’ non esistono, ma ad abbattere le barriere autoimposte che ci impediscono di percepire la vastità della nostra vera natura»  Bayda 2003.

febbraio 2, 2014  Paola Mamone

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